• Ambito
    Istruzione
  • Budget
    30.500 €
  • Mancanti
    0 €
  • Durata
    12 mesi
  • Completo
    Si

Aggiornato al 31 marzo 2021

agnese azezet beduiniDove si realizza
Il progetto è destinato alle comunità Beduini Jahalin del West Bank. I beduini della tribù Jahalin vengono dal distretto Tel Arad nel deserto del Negev. La storia tribale indica che dal 1949 le autorità israeliane hanno avviato una campagna di evacuazione forzata contro i beduini nella regione di Tel Arad. La violenza fisica e psicologica aumenta, causando la demolizione delle abitazioni beduine. La tribù Jahalin è così fuggita dai territori tribali ai margini del Negev, trasferendosi prima in Giordania e poi nella Cisgiordania, riconosciuti come rifugiati dall’UNRWA.
I villaggi beduini si trovano in un’area della Cisgiordania definita “C” dagli Accordi di Oslo. L’Area C è la nuova frontiera del conflitto israeliano-palestinese dove si continuano a perpetrare numerose violazioni dei diritti umani. Gran parte della popolazione rischia di essere deportata o di vedere le proprie abitazioni demolite per “ragioni di sicurezza”. E i più colpiti spesso sono proprio le tribù nomadi.
Negli ultimi anni Gerusalemme ha fatto pressione per annettere l’area C all’interno d’Israele, offrendo a circa 80.000 palestinesi cittadinanza israeliana, una proposta rifiutata dai negoziatori palestinesi. A rimanere esclusi dalle cronache di scontri e negoziati sono però gli oltre 28.000 beduini che abitano pacificamente nell’Area C. Questi nomadi, abituati da sempre ad attraversare frontiere e stabilirsi in terreni in base ad una semplice variabile, la presenza di acqua, stanno vivendo una dura repressione. Oggi la gran parte di loro rischia di vedere demoliti i propri accampamenti e di essere “riallocati” altrove.
asilo beduino Al MuntarLa sorte peggiore nei prossimi mesi potrebbe toccare a oltre 7.000 beduini che vivono nei pressi dell’area E1. Per loro incombe la minaccia di un trasferimento forzato. L’Area E1 è un piano di sviluppo urbanistico, designato nel lontano 1995 da Yitzhak Rabin come cerniera di congiunzione con il super-insediamento di Ma’ale Adumim e Gerusalemme.

Descrizione del progetto
Il progetto ha avuto sin dall'inizio lo scopo di stabilire una rete di asili nei villaggi beduini Jahalin. La necessità del progetto è scaturita dalle richieste della stessa comunità Jahalin per le difficoltà dei loro figli ad inserirsi nelle scuole.
In un territorio così difficile come quello dell'area C dei territori occupati palestinesi, ed in particolare in una zona dove si è stabilita parte della comunità Jahalin, espulsa dal Negev nel 1950, una realtà così bella ed importante come quella degli asili dovrebbe essere tutelata. Ma ancora una volta la politica israeliana dei nuovi insediamenti rischia di far pagare un prezzo altissimo a degli innocenti.
Come per tutte le altre comunità beduine tra Gerusalemme Est e Gerico, infatti, l'Amministrazione Civile si rifiuta di permettere ai villaggi beduini di costruire e connettere le infrastrutture, perché l'area non ha un piano approvato, e di conseguenza i beduini, circondati dalle colonie ed esclusi persino dai servizi di base, vivono in condizioni di estrema marginalità, tanto che molti bambini spesso abbandonano gli studi.
bambini jahalin giostre asiloOltre all’aspetto più prettamente economico, gli effetti dell’occupazione militare e del protrarsi del conflitto influenzano le relazioni sociali. Nelle comunità beduine è facile avvertire segnali di disgregazione. Chiusura e timore, la difficoltà ad intravedere prospettive positive per il futuro, spingono queste popolazioni verso una progressiva chiusura. Particolarmente significativi i disturbi comportamentali legati al clima di violenza generalizzato.
Per la situazione di continua tensione e precarietà data dall’incertezza di rimanere sulle proprie terre a causa dei continui ordini di demolizione e dell’ampiamento degli insediamenti israeliani, oltre alle normali attività ludiche e di insegnamento che si svolgono negli asili, vediamo la necessità di incrementare le attività psicolgiche che aiutino i bambini e gli abitanti dei villaggi a superare i traumi causati da questa situazione, promuovere attività di non violenza, educare alla coesistenza con interventi anche di persone qualificate.
Si prevedono anche corsi alle educatrici da estendere poi alle famiglie dei bambini in tre ambiti: come educare alla non violenza, come educare alla coesistenza pacifica e come gestire i traumi.

bambina jahalin asiloObiettivi
• Garantire il diritto all'istruzione ai bambini beduini
• Educare i bambini alla non violenza e alla coesistenza
• Aiutare i bambini a superare i traumi causati dall'incertezza e dalle minacce di demolizione ed espulsione

Beneficiari
Diretti: i bambini degli asili beduini
Indiretti: Le comunità Beduine Jahalin, l’intera società

Costi del progetto

Descrizione Costi in Euro
Contributo per 12 educatrici scuole materne  € 27.000,00
Workshop di attività psicologiche per educatrici  € 1.000,00
Materiale didattico € 500,00
Compenso referente € 2.000,00
TOTALE  € 30.500,00

 

Referente del progetto Sr. Agnese Elli