distribuzione ciboCarissimi amici,
Desidero condividere con voi le sfide e le bellezze che la mia missione in Brasile mi regala continuamente. Sono qui ormai da 21 anni. Dopo Fortaleza, São Paulo, Vitória, dal 2018 sono a Porto Velho.
Nella nostra parrocchia, mi dedico molto all'ascolto della gente, cercando di accompagnarli al meglio visitando le famiglie e diffondendo la nostra testimonianza sulle missioni, in particolare la dimensione "Ad Gentes".

Nel 2019, ho iniziato la bella esperienza nella "Bassa Madeira" (verso Manaus), con la popolazione indigena fluviale. Questa è stata una bella sfida dal momento che erano necessari lunghi spostamenti in barca per raggiungere i vari villaggi e incontrare le popolazioni che abitano lungo il fiume.
A causa del COVID 19, abbiamo dovuto sospendere la nostra presenza in queste zone nella prima metà del 2020 e abbiamo potuto ricominciare solo alla fine di agosto 2021. È stata una grande gioia poter rincontrare la gente e festeggiare insieme.
La bellezza laggiù è che la gente vive ancora nella semplicità, senza il lusso delle grandi città, quindi c'è più tempo per incontrarsi. Questo non toglie che ci sono delle grandi difficoltà, tra cui la diffusione delle droghe che è arrivata anche qui.
sr caterina gruppo
Ho avuto l'opportunità di entrare in contatto con molti giovani del liceo. Insieme abbiamo dialogato e riflettuto su argomenti come la droga e il traffico di esseri umani (sono anche parte della rete "A Scream for Life" conosciuta anche come Talita Kum).
È un dono poter lavorare con bambini, adolescenti e giovani. È interessante e mi riempie di speranza.
La vita qui è molto attiva, si cerca sempre di fare la propria parte ciascuno nella sua piccola comunità, con la certezza che ciò che viene piantato un giorno darà frutti, perché tutto è seminato con amore attraverso la Parola di Dio e con fiducia nell'essere umano.

Nella città di Porto Velho, dal 2018, è iniziato un transito di venezuelani. Loro hanno iniziato ad arrivare con l’auspicio di essere solo "di passaggio", perché volevano andare in altre città più grandi del Brasile.
La scoppio dell’emergenza pandemica li ha costretti a rimandare i loro piani di spostamento e a restare bloccati qui. La situazione è diventata molto critica e in breve tempo tutto è diventato difficile, soprattutto in relazione ai bisogni primari come l’approvvigionamento alimentare.
sr caterina ragazzi
Con i venezuelani il nostro coinvolgimento è stato un po' più impegnativo a causa della lingua e della cultura diversa, ma siamo riusciti a stabilire un rapporto fraterno dato che li abbiamo sostenuti distribuendo cesti di cibo e prodotti per l’igiene e continueremo anche questo Natale.
Insieme con la parrocchia, stiamo cercando dei modi per sostenerli e aiutarli a raggiungere gli obiettivi che si erano prefissati.

Essere una suora missionaria comboniana, per me, è sperimentare quello che il nostro fondatore san Daniele Comboni ha detto: "fare causa comune con i più bisognosi" e anche essere una "pietra nascosta". Spesso il nostro lavoro non è "visibile", perché non cerchiamo i riflettori, ma sapere che la persona aiutata si sente "amata", "ricordata" e sperimenta Dio attraverso la solidarietà, è la più grande ricompensa.

Sr Caterina Ingelido  

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