donne shelter lavoroIn Etiopia si continua a vivere una fase iniziata da anni, di uno sviluppo tanto vertiginoso quanto ineguale, che predilige la costruzione di grattacieli e altri enormi complessi ad uso governativo. Parallelamente sono state costruite molte palazzine a scopo abitativo per la popolazione che continua ad affollare le zone urbane.
Nonostante ciò, il tasso di disoccupazione continua ad essere molto elevato. I giovani delle zone rurali, che vengono in contatto con altre realtà grazie al miglioramento della rete di comunicazioni e del sistema stradale, sognando un futuro diverso e migliore, si avventurano nelle città alla ricerca di lavoro.
È enorme il fenomeno della immigrazione nella capitale. Masse di giovani si accalcano nelle piazze in attesa di trovare almeno un lavoro manuale a giornata nei molti cantieri in costruzione.
È aumentato il fenomeno delle persone che vivono sulle strade; una recente stima governativa ne dichiara 60.000 soltanto in Addis Abeba.

Il marcato carattere internazionale della città ha contribuito alla costruzione di alberghi, ristoranti, centri commerciali, ecc. Addis Abeba, in continua espansione e trasformazione, offre più opportunità di lavoro, che la rendono molto attrattiva per vivere. Di fatto, ormai si parla di più di dieci milioni di abitanti.
festa compleanno shelterPurtroppo, la vita nella grande città presenta anche delle complessità e delle sfide non indifferenti, specialmente per quelle giovani donne che non hanno avuto possibilità di studiare o finire gli studi. Dato che esiste un grande numero di persone disoccupate, essere in possesso di un titolo di studio fa la differenza.
Inoltre, la mancanza di una preparazione rende le giovani ancora più vulnerabili.
Molto spesso non hanno neanche una carta d’identità e si vedono obbligate a lavorare per un salario bassissimo e al di fuori della protezione della legge. Il rischio di stupro è molto alto, non solo nel posto di lavoro ma anche nelle loro famiglie, quando vengono ospitate dai parenti.
Lo stigma di rimanere incinta al di fuori del vincolo matrimoniale è ancora molto forte e, di conseguenza, queste donne sono molto spesso ostracizzate, trovandosi a portare a termine la loro gravidanza nella più assoluta solitudine.

sr angela cucinaÈ in questa estrema povertà della popolazione femminile che operano i centri delle Suore della Carità di Madre Teresa di Calcutta, della Famiglia Salesiana e di altre ONG. Il nostro Emmaus shelter, inserito nella zona nord di Addis Abeba, fa parte di questa grande rete di solidarietà e umanità.
La nostra casa rifugio ospita 30 giovani donne con i loro bambini. Il nostro progetto permette loro di trovare uno spazio di serenità e pace dove intraprendere il lungo cammino di riconciliazione con la propria storia e di accettazione della loro maternità.
In questo periodo iniziano anche a pensare ad un eventuale reintegrazione con la propria realtà socio familiare. Le giornate trascorrono tra la cura dei bimbi e i lavori manuali.
Imparano l’uncinetto, ricamano e realizzano dei cesti con la paglia e creano oggetti di artigianato tradizionale per poter, in futuro, diventare auto-sofficienti. In più, vengono consigliate come curare meglio loro stesse e i loro bimbi.
La sfida più grande è quella del rientro in società: trovare un lavoro e un alloggio per sé e i propri bambini. Le famiglie non sono sempre disposte ad accoglierle specie ora che hanno un figlio senza padre e non sono diventate ricche come speravano.

Facendo una valutazione di quanto abbiamo vissuto e costruito insieme a voi in questi anni, non possiamo che ringraziare il Signore per tutte le grazie quotidiane che ci offre; quando vedi una ragazza di 20 anni che impara a scrivere il suo nome, quando vedi un bambino che davi per morto crescere, mangiare, camminare, ridere e giocare, o quando i genitori di una ragazzina la convincono a tornare a casa, allora sai di aver fatto la differenza.

Sr. Angela Mantini


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