federica in barca centrafricaDecidiamo di partire assieme a Nicolas e François, al termine della loro mattinata di lavoro. Non possiamo rimanere distanti da persone che hanno vissuto l’ennesima crisi umanitaria ad un paio di chilometri da casa nostra, in un Paese, la Repubblica Centrafricana, dove la crisi politico-militare perdura dal 2013. Sono persone che hanno perduto tutto. Dobbiamo esserci.
Partiamo in macchina e in meno di 5 minuti raggiungiamo il quartiere Mpoko Bac, sulle sponde del fiume Oubangui. Il mercato del quartiere è allagato, la gente cammina nel fango e raggiunge le abitazioni ancora esistenti in piroga. Migliaia le case crollate e spazzate via dall’irrompere delle acque del fiume, che divide la Repubblica Centrafricana dal Congo.

Piogge inarrestabili e del tutto eccezionali all’avvicinarsi della stagione secca hanno ingrossato l’Oubangui ed i suoi affluenti, provocando una catastrofe naturale di portata enorme. 4.000 case distrutte nella capitale, 7.000 nel resto del Paese, 50.000 persone coinvolte in tutto il Centrafrica, particolarmente lungo i 600 km del fiume, tra Bangui e Bangassou. Non solo. La calamità naturale non riguarda soltanto il Centrafrica, ma tutta l’Africa Centrale, Ciad, Cameron, Sudan, Somalia, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria, con migliaia di persone sfollate e decine di morti.

villaggio allagato centrafricaGli aiuti arrivano, disordinati e in ritardo. Nel frattempo la gente è costretta a fuggire dalle proprie case allagate, a trovare riparo presso familiari o a costruire ripari di fortuna. La gente parte trasportando su piccoli carretti le poche cose che può portare con sé. Spesso non sa dove andare.
“Non sappiamo cosa fare. Le case sono inondate. Abbiamo deciso di trovare riparo al Liceo di Bimbo, ma ci dicono che non è possibile, perché gli studenti vi frequentano le lezioni”, dice uno sfollato.
Un altro ancora testimonia: “I muri in terra della nostra casa si sono letteralmente sciolti sotto l’acqua! Dobbiamo accogliere le famiglie in attesa che l’acqua scenda! Durerà almeno sino alla fine di novembre.”

Saliamo sulla piroga e raggiungiamo il quartiere Mpoko per ben 2 volte a distanza di una decina di giorni: la prima volta, camminiamo nel fango fra le case, la seconda l’acqua arriva alla caviglia. Tutto è inondato, camminiamo nell’acqua anche all’interno delle case.
Assieme a p. Beniamino Gusmeroli e alla sua Comunità dei Missionari Betharramiti, residenti nella nuova Parrocchia “Notre Dame de la Visitation” a Bimbo, alle porte della capitale centrafricana, decidiamo di compiere un gesto in favore delle famiglie sfollate.
In collaborazione con il Gruppo della Caritas Parrocchiale, individuiamo le famiglie più in difficoltà ed i loro bisogni. Per loro vengono acquistate coperte, tende, sapone, occorrente per disinfettare l’acqua da bere.
kanda dono centrafricaLa distribuzione viene organizzata per domenica 10 novembre in una delle cappelle parrocchiali. La gente è composta, sorridente, ringrazia ricevendo gli aiuti.
Sappiamo che quello che stiamo offrendo è una piccola goccia nel grande oceano dei bisogni della gente di Bangui … Qualcuno mi dice: “L’oceano è fatto di tantissime piccole gocce. Ognuno deve fare la sua parte!!”

Prima di rientrare un catechista della nostra Parrocchia desidera mostrarci la scuola, dove lavora, ancora inondata. È capace di raccontare, con il sorriso sulle labbra.
Torniamo a casa e sul tavolino sotto la veranda, accanto alla porta d’entrata, troviamo due “Kandà”, un impasto fatto di semi di zucca macinati, racchiusi nelle foglie di cocco. Riconosciamo da lontano una delle mamme, a cui avevamo consegnato coperte, sapone e tenda. Si allontana sorridendo e ancora ringraziandoci.

Il Verbo si è fatto carne. È venuto ad abitare in mezzo a noi, in mezzo a noi ha posto la sua tenda. Ci ha offerto la sua casa e la sua vita e ci ha invitato ad entrare. Noi come Lui, desideriamo continuare ad abitare questa terra centrafricana, dove ci ha poste e a compiere gesti che dicano che nessuno, mai è lasciato solo, soprattutto nei momenti più difficili della sua vita.
Anche se il gesto è piccolo, non importa, c’è, resta e, per Grazia, si dilata.
E vi ringraziamo, carissimi Amici, per renderlo possibile, assieme a noi!
Suor Federica Farolfi  

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