ragazze scuola sartoriaCarissimi amici,
con gioia vi mando i saluti da questa terra d’ Africa: l’Uganda. È da un po’ che non ci sentiamo e vi spero tutti bene. Come in Europa, anche qui le ondate di coronavirus si sono fatte sentire portando via i più deboli o chi soffriva di diabete o di malattie cardiache. Fortunatamente nei villaggi le perdite sono state minime.
Avevo molto timore per la vita dei nonni dei nostri bambini. Sarebbe stata una perdita molto dolorosa in quanto sono proprio loro che tengono unita la famiglia. Alla loro morte, infatti, la famigliola viene sciolta, i bambini vengono assegnati ai diversi parenti e spesso non si incontrano più. Grazie a Dio ciò non è successo.

I disagi più grandi che hanno avuto sono stati il lockdown totale per quasi 3 mesi e la siccità, che hanno portato ad un aumento della scarsità di cibo. Inoltre l’assenza di beni come sapone, olio, sale e altre cose di prima necessità, li ha indeboliti molto.
Sinceramente li ammiro. Non li ho mai sentiti inveire contro la sorte o la mancanza di aiuti. Certo, li vediamo molto prostrati, ma quando ci vedono arrivare con un po’ di rifornimenti, benedicono il Signore che ci ha mandato a loro.

ragazzo kit per iniziareDa qualche settimana ha ripreso a piovere e al mattino presto si vedono le famiglie impegnate a lavorare la terra. Il lockdown ora è più leggero e la gente attende con pazienza ammirevole le aperture dei negozi, ma soprattutto delle scuole e delle chiese.
Da parte nostra, sapendo che non si poteva uscire con le macchine, abbiamo costituito una piccola rete di motociclisti-taxi che ci aiutavano a portare i viveri alle famiglie con nonni anziani e con tanti nipotini.
Durante questi incontri, i giovani chiedevano ai taxi di portare ai nostri maestri la richiesta di poter imparare un mestiere non appena il lockdown fosse finito. Sono ragazzi che conosciamo fin dalle scuole elementari. Conosciamo i loro volti, ci sono cari. La fila dei loro nomi sulla lavagna si allunga sempre più.

All’inizio di settembre abbiamo iniziato a chiamarli per inserirli nelle officine all’aperto. I ragazzi erano visibilmente emozionati. Lasciare il villaggio e venire in città per imparare un mestiere che li renderà autosufficienti e utili non è una cosa da poco.
ragazzo tuta bluIl semplice corredo che diamo a ciascuno per poter abitare per un anno nell’ostello, per loro è un dono da sogno: un materasso nuovo, lenzuola, una coperta, sapone e saponetta, una valigia di metallo dove mettere il vestiario personale. Senza dimenticare un po’ di soldini perché possano acquistare ciò che è necessario per loro, e un paio di scarpe.
Quando i ragazzi si vedono in tuta blu i loro occhi diventano raggianti. Hanno un entusiasmo eccezionale nel cominciare una professione da tempo desiderata.

Ringrazio il Signore che ci dà la possibilità di incontrare questi giovani che sono la Speranza delle loro famiglie.
Quando li portiamo in città a vedere l’officina, la falegnameria o il cantiere scelto, portiamo con noi anche la nonna o il nonno così si rassicurano nel vedere che il loro ragazzo o ragazza sono in un buon posto e al sicuro. Salutano il capo del garage o dell’officina, poi dopo aver fatto mille raccomandazioni ai nipoti, ritornano a casa contenti. I ragazzi sentono la responsabilità che viene loro data dalla famiglia e si mettono d’impegno.

Ringrazio tutti voi che sostenete quest’opera stupenda di dare Speranza a questi ragazzi. Una Speranza che vedono si sta concretizzando.
La Madonna ha cantato nel Magnificat, la grandezza di Dio che solleva dalla polvere i poveri… ecco, noi vediamo qui il prolungamento di questo canto. Attraverso di voi questi poveri vengono risollevati dalla miseria e iniziano a vivere una vita serena, dignitosa, che vale la pena di vivere.

Sr. Maria Marrone  

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