Turunesh e figlioMerima, Eiwet, Temima, Kuri, Sara, Bontu, Atalelu, Konjit, Mekedes... e molte altre giovani, madri illuse e poi abbandonate che, con drammatico coraggio non hanno rigettato il frutto del loro grembo.
Storie di speranze, illusioni, abbandoni, negazioni da parte di chi avrebbe dovuto sostenerle.

Turunesh (che significa “sei buona”) all’età di 18 anni, spinta dai fratelli e anche dai genitori, lascia l’Etiopia per il Sud Arabia.
Dopo tre anni di soggiorno e lavoro ritorna in patria. Ma lo shock culturale, la non conoscenza linguistica, gli abusi subiti l'hanno resa molto fragile psicologicamente.
La famiglia, che si aspettava molto guadagno dal suo ritorno e invece la ritrova malata e incinta, non l'accoglie.

Turunesh e figlio lavoroTurunesh è sola, non sa dove trovare rifugio, torna ad Addis Abeba, bussa alla porta delle Suore della Carità di Madre Teresa di Calcutta, ma loro non hanno più posti; purtroppo infatti sono molte le giovani come lei in cerca di aiuto.
Viene così accompagnata al nostro piccolo rifugio dove, dopo appena pochi giorni, nasce Abel. Purtroppo Abel è disabile spastico e necessita di cure speciali. Resta con noi a lungo, ma nonostante le cure la sua disabilità, seppur moderata, rimane.

Turunesh intanto apprende il mestiere della parrucchiera. Le vengono dati gli strumenti necessari per iniziare il lavoro e ritorna al suo villaggio. Affitta un piccolo locale e inizia l’attività.
Intanto Abel cresce ed inizia ad andare a scuola. Con le cure di Turunesh che lo ama intensamente oggi è un bimbo di 10 anni, va a scuola, parla più correttamente e riesce persino a camminare senza l'aiuto di tutori.

Possiamo ben dire con Daniele Comboni che questa è una storia di RIGENERAZIONE.

Suor Angela Mantini