sr joana sala partoCarissimi amici e benefattori, "se Gesù non è risorto dalla morte, vana è la nostra fede".
È per questa fede, anche se fragile e talvolta tremante, che sono una suora missionaria comboniana in Sud Sudan, un paese molto giovane con solo 9 anni di storia di indipendenza e una grande diversità etnica, ognuna delle quali ha una storia millenaria.

Dal punto di vista politico è un luogo ancora instabile con un lungo e pesante passato di conflitti armati che, in alcune parti del Paese, sono purtroppo ancora attivi. Buona parte della popolazione, vittima di una guerra assurda che sembra senza fine, vive tuttora in campi per sfollati sparsi all’interno del Paese o come rifugiati nei Paesi circostanti.
A causa di questa situazione, le infrastrutture sono molto fragili e quasi inesistenti, non esiste un sistema pubblico di elettricità o acqua e la qualità e la quantità dei servizi pubblici di base, come ospedali e scuole è insignificante rispetto ai bisogni della popolazione.
joana con bimbi
Io mi trovo a Wau, la seconda città più popolata del paese. Le mie giornate trascorrono nell’ospedale diocesano che noi suore comboniane siamo incaricate di amministrare e curare. Come medico cerco ogni giorno di rispondere alle diverse esigenze degli ammalati, che vanno spesso oltre ciò che è umanamente possibile.
È un ospedale che accoglie circa 60.000 persone all'anno, tra cura e prevenzione, dando attenzione soprattutto ai bambini e alle mamme in attesa.

Molte sono le attività che abbiamo sviluppato assieme allo staff locale: dall'ambulatorio che accoglie quotidianamente circa 200 persone di diversa estrazione e tribù, fino ai reparti di degenza con 100 posti letto e la sala operatoria. I servizi di maternità e pediatria sono aperti 24 ore su 24 senza sosta.
È una grazia assistere ogni giorno ai miracoli che Dio fa usando le nostre umili risorse. Come far sopravvivere un neonato di meno di 1 kg in questa atmosfera solo perché c'è un'incubatrice, una macchina per l'ossigeno e soprattutto una madre premurosa che ogni 2 ore gli fornisce il latte materno, sotto la supervisione di un infermiere.

Nel mezzo di quello che può sembrare una corsa quotidiana, cerco sempre di concentrarmi su ciò che è veramente importante e su ciò che può portare la pace. Credo che possiamo farlo attraverso l'incontro con ogni persona, nella sua unicità, come Gesù incontra ciascuno di noi.
joana e marianna relaxPurtroppo quando si sentono notizie su questo paese, è perché si parla di guerra e fame e le persone sono presentate ai nostri cuori e alle nostre menti come freddi numeri senza volto. Per questo credo fermamente che una presenza che porti umanità, che incontri persone con nomi e volti concreti, anche se con storie di vita difficili, possa fare la differenza.

Vorrei ringraziare ciascuno di voi per le preghiere e il sostegno senza i quali nulla sarebbe possibile, sottolineando la vostra generosità. La possibilità di avere un'istituzione sanitaria come il nostro Ospedale in un paese con così tanta mancanza di risorse è possibile solo grazie al contributo di tutti.
E grazie a Dio siamo in molti a desiderarlo!

Sr. Joana Sofia Carneiro, CMS