sr maria marron ambroseCarissimi amici che avete a cuore i nostri bambini e i nostri giovani, un caloroso saluto dalla terra d'Uganda.
È con cuore riconoscente che vi mando il mio grazie per la possibilità che offrite a questi bambini: avere un’educazione e quindi nel futuro, un’occupazione.
Grazie al vostro aiuto, abbiamo circa 400 bambini nelle scuole primarie e 30 giovani nelle scuole artigianali; stanno imparando l'arte del muratore, falegname, meccanico, sarto/ sarta, parrucchiera, barbiere e riparatori di radio-televisori.
Sono bambini e giovani che guardano al futuro con speranza.

Quest'anno abbiamo avuto anche la possibilità di aiutare circa 40 bambini sordomuti ad accedere alla scuola per loro (la Wigua Primary School) dove stanno facendo bene. Il Direttore, è molto soddisfatto dei risultati perché l'anno scorso sono stati i primi del Distretto. La scuola per sordomuti ha aperto un ramo per corsi artigianali grazie a E.T.M. d'Italia. Li preparano per diventare muratori, sarti/e o falegnami. I giovani sordomuti finita la scuola primaria, hanno così la possibilità di accedere ed imparare un'arte lavorativa. Con gioia vi informiamo che grazie al vostro aiuto abbiamo mandato già 6 dei nostri ragazzi/e ad imparare.

Con il vostro sostegno non aiutiamo solo i bambini e i giovani ad andare a scuola, ma anche le loro famiglie che ci sono care. Spesso le andiamo a trovare, soprattutto se sappiamo che versano in momenti difficili per malattia o per scarsità di cibo dovuto alla stagione asciutta prolungatasi un po' troppo.
Pensando di farvi piacere, condivido con voi alcune delle visite domiciliari.

mercy cuginetti liraLa famiglia di Mercy
Mercy è una bambina di 6 anni. Fa la prima elementare e vive con la zia Teddy ed i suoi 6 cugini. Il suo papà, il signor Bosco, è un tassista di motociclette attualmente in prigione per essere stato coinvolto in un incidente stradale in cui ha perso la vita una persona. È in custodia già da un anno, e resterà in carcere finché la polizia non risolverà il caso.
Abbiamo conosciuto la piccola Mercy perché sua zia è venuta a chiederci se potevamo aiutarla pagandole la scuola. Siamo venute così a sapere che Mercy era stata abbandonata un anno prima dalla compagna del papà. Mercy si era svegliata un mattino, da sola, con la casa svuotata e senza "mamma". Il pianto di Mercy che allora aveva 5 anni, aveva richiamato l'attenzione dei vicini che sono andati a chiamare la zia che non ha potuto far altro che constatare l'abbandono della bimba e della casa da parte di sua madre.
La bambina ha sentito molto la perdita improvvisa della madre e la lontananza del papà anche perché, la zia abita alquanto lontano dalla prigione dov’è custodito il padre e la mancanza di mezzi di trasporto rende difficile andare a trovarlo. Così ogni tre mesi, ci siamo prese l'impegno di portare la piccola Mercy a trovare suo papà in prigione.
Ci procuriamo un po’ di zucchero e una barra di sapone e la bambina li dona al papà.
La tenerezza di quegli incontri ci carica il cuore. Credo che, il loro volersi bene, diventerà solido come il diamante. È stato un grande sollievo per Mercy sapere che il papà era vivo e si poteva andare a trovarlo.
Lui, ogni volta, la incoraggia dicendole che presto sarebbe tornato a casa e non si sarebbero più separati. L'amore del papà è una grande forza per Mercy. Dando uno sguardo anche alla famiglia della zia di Mercy vediamo che 6 figli pesano sul bilancio familiare, così l'aiutiamo a pagare la tassa scolastica dei più grandini.

nonna maria liraNonna Maria e nonno Giacobbe
Abbiamo conosciuto questi nonni perché si erano rifugiati in una cappella della città di Lira. Attualmente si stanno prendendo cura di 13 nipoti, alcuni dei quali ancora piccoli. Alcuni di loro hanno perso tutti e due i genitori mentre altri hanno perso il papà e della mamma non sanno più niente.
Questi anziani ci chiedevano solo di aiutarli a mandare i bambini a scuola.
Il nonno di solito andava alle paludi della zona e coltivava un po' di verdura per la famiglia, ma due anni fa la scarsità di cibo lo aveva fatto ammalare di tubercolosi. Con le cure e un po’ di cibo che gli avevamo portato si era ripreso. Alcuni dei loro nipotini mi preoccupavano per il ritardo della crescita rispetto all’età e per i loro corpicini troppo magri.
Temevo avessero preso la tubercolosi, ma il medico a cui li abbiamo portati per una visita mi ha assicurato che erano sani, ma avevano uno stomaco piccolo a causa della scarsità di cibo. Si mangia alla sera soltanto e una pentolina per tutti, nonni compresi. Questa è una famigliola che sosteniamo col vostro aiuto.

jonathan liraJonathan e i suoi fratelli
Jonathan ha 11 anni, ma al vederlo gliene dareste 8. Vive con la seconda moglie di suo padre, sua mamma infatti morì quando lui era ancora piccolo. Lo conosciamo da due anni, da quando una persona ce lo ha riferito per aiutarlo.
Quando la signora ce lo portò in ufficio, credevo che sarebbe morto dopo pochi giorni, la tubercolosi se lo stava portando via. Pesava meno di 10kg, ma la voglia di vivere di questo bambino è stata stupenda.
La morte del papà ha gravato molto su questa famigliola che è ricaduta tutta sulle spalle della mamma. In tutto ora ha 6 bambini da sfamare. Nessuno di loro è andato a scuola.
La signora lavora come un'ape per sfamare tutti quei piccoli. Abita in un piccolo monolocale di tre metri per tre che ha preso in affitto. Quando riceviamo qualche piccola donazione, al condividiamo subito con le famiglie più in difficoltà, e lei è nella lista.
Il figlio più grande ha 15 anni ed è analfabeta. Gli abbiamo proposto di imparare ad aggiustare le biciclette al mattino per guadagnare qualche un soldino, mentre al pomeriggio gli diamo lezioni private perché possa imparare almeno a scrivere il suo nome.
Gli abbiamo anche regalato una tuta da meccanico e comperato un paio di scarpe, che però non usa per non sciuparle. Il ragazzo è felicissimo e in pochi giorni ha imparato ad aggiustare le bici.
Di sicuro poi lo manderemo a fare il corso di meccanico per motociclette, ma prima deve imparare a leggere e a scrivere. Il ragazzo ha sete d’imparare, e questo favorisce ogni apprendimento.

Carissimi amici, piano piano raggiungiamo le famiglie in difficoltà dando loro coraggio, solidarietà e il vostro aiuto. Se possiamo raggiungerle lo dobbiamo a voi. Grazie dunque della possibilità che ci date di essere loro vicini. Molti bambini si riprendono e tornano ad una vita normale. Impariamo da loro il vivere in serenità in condizioni di povertà molto estreme. Sono per noi una lezione di vita.
Che il Signore vi benedica per la vostra generosità verso questi bambini e le loro famiglie.

Con gratitudine e riconoscenza
Sr Maria Marrone