pollaio SDCUn calcio ad un pallone, un canestro… basta poco per rendere felice un bambino, per vederlo sorridere.
Lo sport per loro non è solo una semplice attività fisica, ma un mezzo di socializzazione, ma soprattutto di riscatto. I campi presenti presso il Centro Sociale San Daniele Comboni sono, per i bambini ed i ragazzi di Makeni Ville, sovraffollata periferia di Lusaka, un’oasi felice dove poter crescere, imparare e trovare nuove amicizie.

Lo scorso anno il 5x1000 della Fondazione Comboniane nel Mondo è stato destinato a questo centro.
L'idea era quella di rendere il centro al più presto possibile autosufficiente, così da poter accogliere sempre più bambini, giovani e donne.

Abbiamo così costruito un pollaio per la produzione di uova e pollame. Al momento abbiamo già cominciato la vendita delle prime uova alla gente che abita intorno a noi.
Oltre a auto-sostenere il centro, attraverso il 5x1000 abbiamo potuto migliorare i campi sportivi, per poter offrire un servizio sempre migliore alle migliaia di giovani che vi accedono. Abbiamo perciò costruito due tettoie, nello stile locale, per riparare gli spettatori dalla pioggia e dal sole e abbiamo acquistato 20 panchine.

nuove tettoie SDC Ma i problemi non erano finiti: durante le piogge il Centro si allagava, così tanto che, certe volte, era impossibile poter usare uno dei cancelli di entrata.
L'idea iniziale era quella di costruire dei canali di scolo per poter drenare l'acqua piovana, ma diversi esperti che abbiamo consultato ci hanno detto che la cosa migliore era rialzare le strade interne di accesso al Centro Sociale e così è stato fatto.
Per fortuna quest’anno le piogge hanno tardato a venire, consentendoci di terminare il lavoro con successo. Ora le macchine che entrano non rischiano di rimanere impantanate come succedeva nel passato.

Quest'anno è stata una meraviglia. E tutto questo grazie all'aiuto del 5xmille.
Ora rimane da completare l'ultima parte del progetto e cioè l'installazione di luci solari per garantire una maggiore sicurezza al Centro.

Con grande riconoscenza
Sr. Paola Glira