maria luisa miccoliCarissimi Amici,
Eccomi al nostro appuntamento per gli auguri di Natale.
Ancora una volta Dio, nella sua provvidente sollecitudine, ci dona di vivere questo tempo forte, speciale, unico.
Questa ciclicità inserita nel grande mistero della Sapienza di Dio che guida la storia di ciascuno di noi verso fini di salvezza, ci viene offerta come occasione, opportunità, possibilità di far nascere questo Bambino, di accogliere nelle nostre vite questo Dio che si fa piccolo… non solo nei nostri presepi ben allestiti dunque, ma nei meandri del nostro cuore, laddove facciamo le nostre scelte.
Non solo quelle apparentemente fondamentali, ma quelle piccole (faticose a volte) di tutti i giorni, che però decidono l’indirizzo che diamo alla nostra vita.

E in uno di questi meandri del cuore di nonna Mary, c’è stata la scelta tre anni fa di portarmi un piccolo fagottino: sua nipote Adela. Piccolissima, malnutrita e malaticcia.
La bambina aveva 12 mesi ma ne dimostrava 4 o giù di lì. La mamma, affetta da AIDS, era morta poche settimane dopo il parto, lasciando la piccola con la nonna che però non era molto in grado di provvedere alla sua nutrizione.
A questo, presto si erano aggiunte tutte le infezioni opportunistiche del caso … che si stavano “mangiando” la piccolina.
sr marialuisa con bambiniLa nonna era risoluta nel tenere la bambina accompagnandola fino alla morte, sicura com’era che da lì a poco la piccola sarebbe volata in cielo come la sua mamma. Ma non erano questi i piani di Dio, i “cui pensieri non sono i nostri pensieri, le cui vie non sono le nostre vie” (Is 55).

Io ero da poco arrivata in Uganda quando nonna Mary venne da noi un pomeriggio a prendere qualche sacchettino di cibo, come faceva ogni settimana.
La mia consorella che la serviva, le parlò di me e le disse di farmi vedere la bambina, assicurandola che avevo già avuto a che fare con bambini in simili condizioni. Ma per paura, superstizione o chissà cosa, la nonna era reticente.
Finché un giorno la bimba si sentì peggio del solito, e la nonna fece l’ultimo tentativo a sua disposizione, decidendo di portarmi la piccola.

Nel nostro primo incontro percepisco tutta la fatica della nonna a fidarsi di me e a credere che la bambina “non fosse già morta”. Ma intanto aveva fatto un primo passo: aveva deciso di portarmela.
E in questa decisione, pur tra le fatiche del credere, il Dio della Vita, è nato, lottando al fianco di Adela, e sperando nel cuore della nonna.
Iniziammo così un cammino lungo, non sempre facile, segnato da alti e bassi, ma marcato dall’incredibile voglia di vivere di Adela, nonché dalla titubanza della nonna che pian piano cominciò a ravvedersi e a gioire dei cambiamenti.

Oggi la piccolina ha 4 anni, va all’asilo e pur convivendo con l’AIDS sprizza vita da tutte le parti.
E la nonna? Il suo coraggio di osare andare al di là del muro della paura e della superstizione, è stato ripagato dalla gioia e dalla “turbolenza benefica” che Adela porta quotidianamente nella sua vita.

Nonna Mary mi ha insegnato che si può decidere di superare sé stessi solo per Amore.

È l’Amore quella paglia che ha tenuto al caldo Gesù nella mangiatoia.
Il Dio Bambino ci doni ogni giorno il coraggio di farlo nascere nel nostro cuore per avere la forza di superare noi stessi a favore della vita.
Auguri belli di vita piena in Gesù che ha scelto ancora me e voi come mangiatoia in cui essere deposto. Facciamogli trovare tanta “paglia” che lo scaldi.

Con amore grande,
Vostra sorella
Maria Luisa Miccoli
 

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