La Fondazione Comboniane nel Mondo ONLUS è un’organizzazione non profit regolarmente riconosciuta dallo Stato Italiano (registrata in data 10/01/2013 al n. 907/2013 del Registro delle persone giuridiche della Prefettura di Roma). Nata come Associazione nel 2008, e trasformata in Fondazione nel 2013, ha come scopo quello di sostenere i progetti e le opere delle Suore Missionarie Comboniane, presenti, con circa 1270 suore, in 35 paesi del mondo e in quattro continenti.

La Fondazione Comboniane nel Mondo ONLUS è una Fondazione che persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nei settori della beneficenza e dell’assistenza sociale, nonché della tutela dei diritti umani e civili, indipendentemente dalle condizioni etniche e religiose dei soggetti beneficiari.

La Fondazione nella propria attività si ispira allo spirito di San Daniele Comboni, nel contesto delle realtà missionarie delle Suore Missionarie Comboniane Pie Madri della Nigrizia.

Lo scopo della Fondazione è di sostenere i progetti realizzati dalle Suore Missionarie Comboniane, mediante le erogazioni liberali di persone, di enti e di istituzioni che condividono l’intento di promuovere e sostenere le iniziative religiose di solidarietà delle stesse Suore.

A tale scopo, la Fondazione si propone di:

  1. Promuovere ed organizzare la raccolta e l’elargizione di contributi e di aiuti a favore di soggetti che versano in stato di disagio economico e sociale, ovunque nel mondo, con particolare riguardo ai Paesi in via di sviluppo;
  2. Sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere attività di studio, di ricerca e di informazione sui problemi dei Paesi in cui operano le Suore missionarie;
  3. Collaborare con enti, istituzioni, organizzazioni ed autorità interessate alla cooperazione nei Paesi in via di sviluppo.

L’Istituto religioso delle Missionarie Comboniane è nato nel 1872 dall’intuizione profetica di San Daniele Comboni che avvertì l’urgenza e la necessità di integrare la presenza della donna consacrata nella missione evangelizzatrice della Chiesa, sostenendo che la sua presenza: “costituisce un elemento indispensabile e sotto ogni rispetto essenziale”.

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