azezet beduini combattenti paceQuesto gennaio, Jeremy e Yehiel, dei Rabbini per i Diritti Umani-Israele, ci hanno presentato Gil e Granite dell’Organizzazione “Combatants for Peace”, Combattenti per la Pace in Israele. Questa organizzazione raggruppa israeliani e palestinesi che, avendo gli stessi ideali, vogliono porre fine a lotte e divisioni, all’odio e alle ingiustizie tra i due popoli.
Interessati alla situazione dei beduini del West Bank, li abbiamo accompagnati a visitare il villaggio di Abu Nawar, situato sulla collina opposta dove risiede Ma’ale Adumim, il secondo più grande insediamento israeliano, e a casa di Abu Raid, della tribù dei Jahalin, il quale, insieme a Abu Soliman, ha condiviso la loro situazione di grande incertezza per il futuro e il desiderio di pace e di convivenza fraterna.

Incuriosite da questa nuova conoscenza, abbiamo chiesto a Gil e Granite di spiegarci chi sono i Combattenti per la Pace, qual è la loro visione, quali sono i loro obiettivi e come è nata questa organizzazione.
Nel 2006, ex combattenti israeliani e palestinesi, persone che avevano avuto un ruolo piuttosto attivo nel conflitto tra israeliani e palestinesi, hanno deposto le armi e fondato “Combatants for Peace”.
combattenti per la paceQuesta organizzazione egualitaria, bi-nazionale, è stata fondata sulla convinzione che il ciclo di violenza può essere spezzato solo quando israeliani e palestinesi uniranno le forze. Impegnata nella nonviolenza congiunta sin dalla sua fondazione, l’organizzazione lavora sia per porre fine a tutte le forme di violenza tra le due parti, sia per costruire un futuro di pace per entrambi i popoli.

Il 24 febbraio scorso, abbiamo accompagnato Gil e un gruppo di amici in tour nelle aree del West Bank dove risiedono i beduini Jahalin.
Dopo aver visto con i loro occhi e ascoltato il racconto dei beduini sulle condizioni di continua precarietà e insicurezza in cui vivono e sulle continue demolizioni di cui sono oggetto le loro comunità, è stato forte in loro il desiderio di costruire dialoghi concreti di pace e di raggiungere anche persone influenti che possano agire in favore di questa popolazione.

Queste visite sul campo sono state molto significative per noi personalmente perché di solito accompagniamo gruppi di altri paesi mentre gli israeliani che vivono quasi nello stesso territorio non sono a conoscenza di questa realtà.
Questa esperienza ha scosso le coscienze di molti loro e li ha portati a prendere atto che unendo le forze si può cambiare la società.

Le visite sono state significative anche per i beduini che hanno incontrato persone di pace interessate a conoscere e comprendere l’altro per poter poi agire in suo favore.
“La non violenza è la più grande forza a disposizione dell’umanità”, diceva Gandhi.

Mohamed Najar, membro dei “Combatants for Peace”, il giorno della Memoria ha così dichiarato: "Tra il dolore di coloro che se ne sono andati e la paura di coloro che potrebbero ancora pagare con le loro vite, ci uniamo per dire basta al dolore e alla guerra, e sottolineare che la pace è l'unica soluzione per fermare il sangue di altre vittime".

Sr. Azezet & Sr. Agnese